Dormire in un borgo, alcune mete insolite da non perdere in Italia

Immaginatevi di dormire serenamente nel silenzio più totale, di svegliarvi con i suoi della natura, con il canto degli uccellini. Aprire la finestra, essere riscaldati dal sole e da un bellissimo panorama che vi appare davanti agli occhi. Non è fantasia, non sono sogni, in alcuni luoghi d’Italia questa è realtà, per molti, pensate, una routine a cui non farebbero mai a meno.

Per vivere questa magia, provare queste emozioni dovete semplicemente scegliere il borgo che fa per voi e dedicare qualche giorno a voi stessi, alle vostre vacanze e al vostro riposo. Ancor di più in primavera, regione che si presta perfettamente per andare alla scoperta di posti nuovi e per sperimentare itinerari alternativi. In Italia c’è veramente l’imbarazzo della scelta, tra antiche dimore, borghi trasformati in alberghi, case storiche e b&b particolarmente curati. Qualche meta, consigliata anche da Secret Escapes, il club di viaggi specializzato in alberghi di lusso, assolutamente da provare.

Partiamo dal centro Italia e dal meraviglioso albergo diffuso di Sexantio nel borgo di Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo. Non è solo un lussuoso hotel a quattro stelle, ma rappresenta anche un originale progetto che racchiude in sé un concetto tanto semplice quanto geniale. Si tratta infatti di una serie di esclusive sistemazioni, distribuite nel borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio, tra le colline abruzzesi del Parco Nazionale del Gran Sasso, a 1250 metri sul livello del mare. Qui, la riproposizione delle tradizioni locali si spinge fino a contemplare i particolari più minuti, gli asciugamani, i materassi di lana, le lenzuola provenienti dai crolli nuziali, le coperte fatte a mano con i telai in legno e i colori naturali. La sensazione è quella di rivivere un flash-back nel medioevo di fronte al quale è difficile non restare a bocca spalancata.

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Sextantio Albergo Diffuso

Ad Orvieto, in UMbria, il Relais Borgo San Faustino, adagiato su un colle, a pochi chilometri dalla storica cittadina di Orvieto, è composto da antichi casali dell’800, ristrutturati seguendo i criteri di bioedilizia e rispettando l’estetica dell’architettura umbra. Qui soffitti in cotto antico, travi a vista, pezzi unici di antiquariato, si fondono con mobili realizzati dai maestri falegnami della scuola orvietana e con un comfort ineguagliabile. Tutto questo in una meravigliosa cornice naturale: il relais è inserito infatti in una tenuta di circa 300 ettari in cui sorge anche l’azienda agricola-biologica Borgo San Faustino.

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Relais Borgo San Faustino

Anche nel sud Italia non mancano le sorprese. Per esempio in Puglia, borgo di Egnazia, a Savelletri, costituisce con la sua piazza il centro pulsante della struttura. Nella sua architettura interna ed esterna ricorda un tipico centro storico rurale. Le stradine, gli angoli, i dettagli architettonici sono quelli di un villaggio pugliese, sospeso in una dimensione senza tempo, tra tradizione e sobrietà, eleganza e cura dei minimi particolari. L’offerta gastronomica in questo pezzo di Puglia risulta ancora più ricca e variegata: da una parte la selezione ortofrutticola e bovina, proveniente dalle verdeggianti distese di campagna, dall’altra il pescato del giorno, fornito dal vicino porto di Savelletri, arricchiscono e completano la dieta tipica di questo territorio.

Borgo di Egnazia
Borgo di Egnazia

A Matera, in Basilicata, nella zona dei celebri Sassi di Matera, l’hotel Sextantio, le grotte della Civica ospitano 18 splendide abitazioni scavate nella pietra. Una bellezza verace capace di sopraffare i canoni del design e del vivere contemporaneo. Qui gli ambienti, che sembrano incastrarsi come in una matrioska, realizzano uno scenario unico, meravigliosamente conservato e restaurato con la stessa sensibilità che si concede alle grandi opere d’arte. Tra le esperienze assolutamente da non perdere, la possibilità di cenare nei locali di un’antica chiesa rupestre del XIII secolo, dove tra luci di candela e un sottofondo di musica classica gustare il meglio dell’enogastronomia lucana.

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Peperone di Senise in essiccazione

Erika Mariniello

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