La Befana…

fullsizerenderLa befana vien di notte con le scarpe tutte rotte viene e bussa alla tua porta sai tu dirmi che ti porta?
Sembra proprio che questa notte la cara “Vecchina” passi da queste parti con il suo sacco pieno di doni e anche di carbone per i bimbi meno buoni.
Per non farmi trovare impreparata ho sistemato tre calze sotto il mio camino pronte per essere riempite.
Sempre la vecchia tela a venirmi in aiuto e ad ispirarmi per questa ultima festa di fine anno con la sua semplicità quasi “monastica”. Continue reading “La Befana…”

Mario Soldati: viaggio nel cibo.

”Viaggiare è conoscere. Il modo più facile, più diretto di arrivare a conoscere un paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c’è tutto».
“Con queste parole Mario Soldati intraprende il suo Viaggio nella Valle del Po, alla ricerca dei cibi genuini, andato in onda sulla Rai dal 3 dicembre 1957.
Il Viaggio di Soldati ancora oggi è profondamente evocativo, ha una straordinaria valenza storica perché descrive con attenzione i mutamenti del comportamento alimentare e della produzione del cibo nel nostro Paese in quegli anni precedenti il boom economico. L’agroindustria era agli albori, per esempio si affrontava per la prima volta il tema dei fertilizzanti e dei pesticidi, e molti imprenditori rivelavano candidamente cose che oggi non si sognerebbero di dire neanche sotto tortura. La grande valenza del Viaggio però è anche dal punto di vista gastronomico: ci viene tramandata una gastronomia ancora molto popolare, contadina, oggi quasi estinta, senza pur tuttavia rinunciare a presentare le eccellenze di alcuni ristoranti. Il Viaggio ci insegna che il cibo è il principio della nostra identità, e ci fa capire quanto siamo cambiati, quanto abbiamo dimenticato. Nel ’57 Soldati aveva già un atteggiamento un po’ ostile nei confronti della modernità; il genuino per lui era legato esclusivamente alle produzioni artigianali.” (Carlo Petrini su La Domenica di Repubblica 2007).
Proporremo su L’hOST alcuni video della serie. Sono ancora attualissimi. Assolutamete da vedre! Ecco il primo.

Alessio&Cristina

fullsizeoutput_14fUna filosofia di vita che diventa lavoro e un lavoro che diventa filosofia di vita. Sarete contagiati da passione e “gusto” seguendo Alessio&Cristina e la loro rubrica Vege&Table su L’hOST.

Avete mai pensato di coltivare un “Orto”??

Abbiamo in comune la nostra famiglia e il nostro lavoro. Il nostro ristorante ci coinvolge e appassiona moltissimo.
“Orto” nasce da un percorso di vita: la scelta di una progressiva riduzione di alimenti di origine animale e contestualmente l’esigenza di acquisire una consapevolezza sempre maggiore sul significato del cibo nella nostra vita.
Mangiare non significa alimentarsi, mangiare significa dare nutrimento a se stessi in tutta la nostra complessità. La conseguenza più immediata è il bisogno di conoscere il cibo che si mette in tavola e se questo si accompagna alla scelta di eliminare dalla propria dieta la carne, si inizia a cambiare prospettiva modificando i propri comportamenti alimentari quotidianamente.

Alessio&Cristina sono i “cervelli” della rubrica Vege&Table su L’hOST.

L’imbrecciata. La prima ricetta non si scorda mai.

 

Il primo piatto “sperimentato” non si scorda mai. Effettivamente è così.
Questa ricetta l’avevamo già in testa, o meglio, l’avevamo nei nostri ricordi.

fullsizeoutput_18fNelle cucine delle nonne questa zuppa di legumi era spesso presente come pasto tradizionale. La storia di questo piatto è molto antica e, in passato, aveva un significato propiziatorio per i contadini che erano soliti consumarla per il Capodanno. Era infatti considerato di buon auspicio per i futuri raccolti di legumi e cereali (Menichetti-Panfili “Vecchia Cucina Eugubina”)

Per noi questo pasto rappresenta il trionfo dei legumi che, nel loro insieme, costituiscono una fonte importante di proteine di origine vegetale. Esteticamente è un piatto che si presenta benissimo. E’ sorprendente quanti colori differenti possano esistere nei prodotti della terra.

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Elisa Lupatelli

Avere una buona manulalità e senso pratico non basta. Per ridare un’anima a vecchi oggetti a luoghi e spazi da troppo tempo dimenticati, serve un talento innato assecondato e sviluppato da passione e competenza. Seguendo Elisa e la sua rubrica “Two Hands” avrete stimoli creativi, suggerimenti utili e suggestioni a non finire. Ma non vi basteranno mai!!

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“L’occhio vuole la sua parte”. Credo che questo dica già molto.
Quello che ho dentro è il gusto per la cura del particolare e del dettaglio in ogni cosa che faccio.
Da sempre amo creare. La mia casa, dove vivo con la mia famiglia e la mia piccola pelosa Lilli, è un laboratorio che ospita sempre nuove idee e anche qualche esperimento.
Nel tempo ho avuto la possibilità di trasformare la passione in qualcosa di più, dedicandomi al recupero di vecchi mobili, oggetti dimenticati e all’utilizzo di materiali inusuali da utilizzare per rendere accoglienti e ridare nuova vita a spazi bisognosi di “cure”. Anche le tecniche creative che utilizzo sono molte, ad esempio lo “Shabby Chic” è una di quelle che mi affascina particolarmente.
Da qualche tempo ho costituito, insieme ad altre persone che condividono questi interessi, un’associazione che si chiama “Officina Flicka”. Portiamo avanti diversi progetti come corsi di “Hobbystica” curati da maestri esperti in vari settori o attività di animazione che prevedono sempre l’uso delle mani per la creazione di oggetti.
Devo dire che far parte di questo mondo mi ha dato sempre un senso di estremo piacere e libertà. Sembra quasi un incanto con tutte le sue sfumature, i suoi colori e le sue forme.
Come in una favola…

“Balle” di Natale

 

img_4028-08-12-16-11-59E’ incredibile quanto la mia testa non smetta mai di “frullare”…
Entrando in una carinissima torrefazione nel centro di Roma per bere un Caffè, curiosando come si confà al mio stile, ho visto in un angolo del locale sacchi vuoti di caffè a non finire. C’era una catasta di quei sacchi di tela grezza che vengono utilizzati dai produttori per spedire i chicchi ancora verdi in giro per il modo. Erano bellissimi e diversi l’uno dall’altro e allora mi sono detta…li voglio!
Invece del caffè ho portato a casa le balle di tela.

In tema con il periodo è stata naturale la loro trasformazione. Enjoy!

Elisa Lupatelli

 

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