Dormire in un borgo, alcune mete insolite da non perdere in Italia

Immaginatevi di dormire serenamente nel silenzio più totale, di svegliarvi con i suoi della natura, con il canto degli uccellini. Aprire la finestra, essere riscaldati dal sole e da un bellissimo panorama che vi appare davanti agli occhi. Non è fantasia, non sono sogni, in alcuni luoghi d’Italia questa è realtà, per molti, pensate, una routine a cui non farebbero mai a meno.

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A braccetto con gli amici produttori. Il Caseificio Trinei

Mangiare senza carne, ecco cosa si fa da Orto. Il resto però c’è tutto: pasta, cereali, legumi, verdura, frutta fresca e secca, uova, latte e formaggi; ma soprattutto c’è l’attenzione verso la scelta dei prodotti, il rispetto della stagionalità e il recupero del gusto autentico.Venire da noi significa mangiare piatti dove ritrovare la cura della materia prima e la sapienza delle mani di chi quei prodotti ha prima di tutto sognato.

Oggi vogliamo iniziare un viaggio insieme agli artigiani e attraverso i prodotti che abbiamo la fortuna di poter lavorare tutti i giorni. Continue reading “A braccetto con gli amici produttori. Il Caseificio Trinei”

Amore da Film. Idee viaggio anche per San Valentino

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Waldorf Astoria New York

San Valentino è alle porte. Come fate a non aver già prenotato un viaggio con il vostro lui o la vostra lei? Se non trovate la scusa per partire a San Valentino quando lo fate? Perfetto, vi ho messo la pulce nell’orecchio, fate le valigie e partite. Se non riuscite proprio per il 15, avete tutto febbraio per organizzarvi e andare alla scoperta di un posto nuovo. E se volete stupire la vostra anima gemella (chissà se esiste davvero la metà perfetta della mela) potete scegliere un posto magico, magari da film. Continue reading “Amore da Film. Idee viaggio anche per San Valentino”

Mario Soldati: viaggio nel cibo parte terza.

”Viaggiare è conoscere. Il modo più facile, più diretto di arrivare a conoscere un paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c’è tutto». Seconda parte di questo viaggio nel tempo con Mario Soldati alla guida dei ricordi. Mario Soldati in visita alla Cantina Mirafiore, storico marchio della enologia piemontese e italiana.

Mario Soldati: viaggio nel cibo.

”Viaggiare è conoscere. Il modo più facile, più diretto di arrivare a conoscere un paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c’è tutto».
“Con queste parole Mario Soldati intraprende il suo Viaggio nella Valle del Po, alla ricerca dei cibi genuini, andato in onda sulla Rai dal 3 dicembre 1957.
Il Viaggio di Soldati ancora oggi è profondamente evocativo, ha una straordinaria valenza storica perché descrive con attenzione i mutamenti del comportamento alimentare e della produzione del cibo nel nostro Paese in quegli anni precedenti il boom economico. L’agroindustria era agli albori, per esempio si affrontava per la prima volta il tema dei fertilizzanti e dei pesticidi, e molti imprenditori rivelavano candidamente cose che oggi non si sognerebbero di dire neanche sotto tortura. La grande valenza del Viaggio però è anche dal punto di vista gastronomico: ci viene tramandata una gastronomia ancora molto popolare, contadina, oggi quasi estinta, senza pur tuttavia rinunciare a presentare le eccellenze di alcuni ristoranti. Il Viaggio ci insegna che il cibo è il principio della nostra identità, e ci fa capire quanto siamo cambiati, quanto abbiamo dimenticato. Nel ’57 Soldati aveva già un atteggiamento un po’ ostile nei confronti della modernità; il genuino per lui era legato esclusivamente alle produzioni artigianali.” (Carlo Petrini su La Domenica di Repubblica 2007).
Proporremo su L’hOST alcuni video della serie. Sono ancora attualissimi. Assolutamete da vedre! Ecco il primo.

L’imbrecciata. La prima ricetta non si scorda mai.

 

Il primo piatto “sperimentato” non si scorda mai. Effettivamente è così.
Questa ricetta l’avevamo già in testa, o meglio, l’avevamo nei nostri ricordi.

fullsizeoutput_18fNelle cucine delle nonne questa zuppa di legumi era spesso presente come pasto tradizionale. La storia di questo piatto è molto antica e, in passato, aveva un significato propiziatorio per i contadini che erano soliti consumarla per il Capodanno. Era infatti considerato di buon auspicio per i futuri raccolti di legumi e cereali (Menichetti-Panfili “Vecchia Cucina Eugubina”)

Per noi questo pasto rappresenta il trionfo dei legumi che, nel loro insieme, costituiscono una fonte importante di proteine di origine vegetale. Esteticamente è un piatto che si presenta benissimo. E’ sorprendente quanti colori differenti possano esistere nei prodotti della terra.

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